Il Chiostro seicentesco, su cui affacciano l’Antico Refettorio, le stanze dei Padri Teatini e gli ambienti oggi in uso dall’Archivio Notarile, è un luogo sobrio, lontano dagli sfarzi e dalle decorazioni che invece dominano la chiesa e la sacrestia.
San Gaetano ricercava la ricchezza nella chiesa, sfruttando il potere comunicativo delle opere d’arte sul piano dell’evangelizzazione,e voleva, invece, come da costituzione teatina, la semplicità nei luoghi della casa.
In un chiostro vicino ci è dato poi di vedere il muro di contenimento del teatro romano dell’Anticaglia, inglobato e diviso tra l’insula teatina e gli edifici civili dietro Piazza San Gaetano.
Ancora una volta i resti antichi, fuori e dentro la casa teatina di San Paolo Maggiore, ci riportano ai fasti del glorioso passato della Neapolis romana, quasi a sottolineare la complessità topografica e urbanistica del centro storico di Napoli con cui tutti coloro che vi si insediarono dovettero fare i conti.
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© Autore: dott.ssa Marta Pisacane
