Un altro straordinario ambiente della chiesa è la Sacrestia del Solimena, da lui interamente affrescata sul finire del Seicento.
All’interno, sulle testate, due grandi affreschi rievocano quel legame con gli Apostoli, ricordato già in altre parti della chiesa. Su di un lato è rappresentata La conversione di San Paolo (1689) lungo la via di Damasco e di fronte ad esso La caduta di Simon Mago (1690) non foriera di rinascita come quella che verrà dalla caduta di Paolo, futuro Apostolo.
Il soffitto e l’intero ambiente è un pullular di puttini, figure allegoriche e Virtù che si atteggiano con libertà di composizione e con una grazia oramai tutta settecentesca.
Si tratta di una delle espressioni artistiche più alte del Solimena, che nel ciclo di affreschi sembrò anticipare gli accenti dell’ormai imminente Rococò.
Indice delle sezioni:
- La storia
- La descrizione
- La Sacrestia
- Il Chiostro
- I Chierici Regolari Teatini
© Autore: dott.ssa Marta Pisacane
